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TRADIZIONI DI NATALE IN ABRUZZO
L’Abruzzo è una delle regioni che mantiene la tradizione del ceppo natalizio da ardere.
A Palena, infatti, è ancora usanza ardere tredici piccoli legni, in memoria di Cristo e degli apostoli. Non solo, in Abruzzo si possono trovare tante altre manifestazioni folcloristiche nel periodo natalizio, come per esempio quella della TOMBA DI NATALE, un grande falò nella piazza delle chiese, che ha luogo la notte del 24 dicembre.

 
Famosissima è anche la FIACCOLATA DI FINE ANNO, che si fa la notte di San Silvestro, lungo la discesa della pista direttissima di Pescasseroli, curata per tradizione dai maestri di sci.
Sempre a Pescasseroli sono da vedere il Presepe in cartapesta a grandezza naturale e anche il presepe permanente nel centro storico del paese, con i personaggi realizzati da artigiani locali.

Sulle tavole abruzzesi a Natale non possono mancare:
Minestra di cardi;
Lu rintrocilio (pasta con sugo di castrato, maiale, peperoncino e pecorino grattugiato);
Tacchinella in brodo (condita con aglio pepe, bacche di ginepro, finocchio, rosmarino, alloro, salvia, timo, menta e maggiorana);
Come dolci: calgionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d’uva nera detta scurchjiata, maritata con noci tritate, mandorle triturate, mosto e cacao) e scrippedde.

Per provare alcuni sapori abruzzesi…



MINESTRA NATALIZIA DI CARDI
Innanzi tutto occorre procurarsi i cardi e badare che siano freschi e bianchi. La regola prevede mezzo chilo di cardi crudi a persona.
Pulire le lunghe coste del cardo, tagliarle a piccoli dadini e porre in abbondante acqua acidulata con il limone, quindi lavare con cura.
Lessare i cardi in abbondante acqua salata e fare cuocere fino a che non siano divenuti morbidi e teneri.
Scolare, immergere in acqua fredda e quindi strizzare con vigore e riporre in un largo tegame possibilmente smaltato.
Aggiungere ai cardi un composto di uova e parmigiano (un uovo e due cucchiai di parmigiano a persona) abbondante noce moscata grattugiata.
A parte si saranno preparati un ottimo e limpido brodo di tacchino, gallina e vitella, un soffritto di rigaglie di pollo e tacchino (preparazione: intagliare a dadini minutissimi gli stomaci precedentemente lessati, il fegato, i cuori e le creste, soffriggerli in un battuto fine di cipolla, tirando la cottura con un bicchiere di vino bianco secco), una zuppa imperiale (vedi ricetta successiva) tagliata a dadini.
Versare una giusta quantità di brodo bollente nel tegame dei cardi aggiustati e rimestando delicatamente portare ad ebollizione a fuoco lentissimo affinché la minestra resti chiara e trasparente. A questo punto aggiungere la zuppa imperiale a dadini, le rigaglie e servire.

LA ZUPPA IMPERIALE
La zuppa imperiale si ottiene lavorando un composto di uova, farina, parmigiano e prezzemolo nel seguente modo: dividere i tuorli dall'albume delle uova (contare un uovo a persona).
Sbattere energicamente i rossi con parmigiano (due cucchiai scarsi ogni uovo) farina (un cucchiaio scarso ogni uovo) sale, noce moscata.
Montare a neve gli albumi, unire delicatamente i due composti, aggiungere abbondante prezzemolo triturato finissimamente e stendere in una pirofila da forno foderata con carta da cottura, in uno strato sottile. Infornare a forno medio per dieci minuti.
Quando la zuppa ha formato una deliziosa crosta dorata ed emana un piacevole rustico profumo, sfornare, lasciare raffreddare e tagliare a piccoli dadini.

CALGIONETTI FRITTI DI MARMELLATA D'UVA
Preparazione della sfoglia: farina 00, ogni 100 grammi un uovo, un pugnetto di zucchero, un poco di olio.

Lavorare con cura, fare riposare l’impasto coperto in luogo asciutto, lavorare di nuovo e stendere una sfoglia sottilissima e trasparente.
Preparazione dell’impasto: marmellata d’uva nera (la cosiddetta scurchjiata) maritata con noci tritate, mandorle dolci lesse sgusciate e triturate finissimamente, mosto cotto, cacao amaro in polvere.
Tagliare la sfoglia a strisce di 10-12 centimetri; porre un cucchiaio di impasto al centro della striscia e ad una distanza orizzontale di dieci centimetri, ripiegare la sfoglia, ritagliare i calgionetti con la rotella dentata. Un sistema pratico può essere quello di ritagliare nella sfoglia cerchi con una coppa larga da spumante o da macedonia, porre al centro di ogni cerchio l’impasto, ripiegare, sigillare i bordi battendovi sopra con il manico di coltello. Friggere in olio di oliva bollente in modo che i calgionetti galleggino liberamente. Scolare, porre ad asciugare su una carta assorbente. Spolverizzare con zucchero a velo e polvere di cannella.

 
 
 
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